Pomodori, Secchi, Durevole, Conservazione, Alimentari

Scopriamo la vera storia dei pomodori secchi, l’arrivo del pomodoro in Italia e il suo utilizzo quasi illimitato e onnipresente.

I pomodori sono una coltura ormai indispensabile nella cucina italiana di ogni latitudine. Nessuno vi rinuncerebbe mai, sebbene i piatti tipici locali di rado ne prevedono l’utilizzò. La vera curiosità riguarda i pomodori secchihttps://shop.lacosentina.com/products/pomodori-secchi-italiani-gr-250. Sono probabilmente alla base della diffusione capillare avuta dal pomodoro stesso nel nuovo continente. Tutto iniziò nel 1492 con la scoperta dell’America

L’arrivo di nuovi alimenti in Italia e Europa

Lasciando da parte i cambiamenti storico-politici e quelli prettamente culturali, le Americhe spalancarono un mondo tutto nuovo agli europei. Risorse, opportunità, nuove rotte commerciali, scossoni all’economia e nuovi mercati. Questo implicò, inoltre, l’arrivo sulle tavole di nuovi alimenti. Sì, perché una delle grandi e più importanti rivoluzioni riguarda soprattutto il piano alimentare. Nuovi frutti, piante, erbe, radici e tuberi modificarono il modo di mangiare.

I pomodori nello Stivale

Il pomodoro arriva in Italia intorno al 1532 grazie agli spagnoli, conquistador del meridione da circa tre decenni. Il rosso ortaggio entra rapidamente a far parte della cultura popolare. La semplicità della sua produzione e la facilità con cui può essere essiccato e conservato sul lungo periodo lo hanno reso subito molto in voga. I pomodori secchi anno dopo anno assunsero da subito allo status di must. L’essiccazione era lo strumento principale per la conservazione, con messa sott’olio o sotto sale.

Pomodori secchi: al solo a carbone

Con il passare dei secoli le tecniche di conservazione si sono raffinate. Il tutto, giova ricordarlo, è partito proprio dalle coste meridionali dove mare e sole garantivano strumenti “naturali” ad ogni fascia della popolazione. I pomodori seccati al sole potevano essere essiccati ai caldi raggi estivi senza troppe difficoltà. Così era sufficiente raccoglierli, tagliarli in modo da esporre alla luce diretta del sole la polpa acquosa, e lasciarli riposare. Ancora oggi, specialmente nei piccoli centri, si possono ammirare interi cortili dedicati a tale pratica. Una variante di questo sistema, praticata in alcune zone costiere, consisteva nel fare un bagno in acqua di mare. La salsedine alterava leggermente il sapore finale, ugualmente eccellente. I pomodori seccati a carbone, invece, sono diffusi nell’Italia centro-settentrionale. La tecnica consiste nel deporli su una rete metallica posta ad una certa distanza da un braciere acceso. Il grande vantaggio deriva dai tempi estremamente ridotti per il prodotto finale.

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