Definita l’Oro rosso di Calabria, la Cipolla di Tropea è un marchio IGP tra i più apprezzati al mondo fin dall’antichità.

Uno dei simboli della Calabria è la Cipolla Rossa di Tropea. Aspetto, gusto e utilizzo ne hanno fatto un’icona quasi pop diventata famosa in tutto il mondo. Fu introdotta in Calabria dai Fenici nell’antichità che capirono come la zona del vibonese fosse l’ideale per la coltivazione. Questo, ovviamente, soprattutto grazie ai suoi approdi naturali come il porto di Parghelia. La coltivazione si diffonderà a macchia d’olio soltanto in epoca borbonica, perché tutti i mercanti europei ne capirono l’importanza e la valenza. Ampiamente ricercata da quelli del nord-Europa, la cipolla di Tropea è amata perfino in paesi scandinavi e gotici.

La Cipolla Rossa di Tropea, l’Oro rosso

Pare sia afrodisiaca, antisettica, anestetica, diuretica e che curi i reumatismi, il mal di testa, gli ascessi, le verruche, i foruncoli e favorisca la secrezione biliare. Inoltre, spesso viene presentata come emolliente, antiasmatica, antisclerotica e come un ortaggio che regola il tasso di colesterolo nel sangue. Ad ogni modo, è il gusto il motivo che ha reso la Cipolla Rossa di Tropea una delle icone della Calabria. Per questo è definita l’Oro rosso della regione. E’ dolcissima e croccante, ma più in generale le sue peculiarità dipendono dal corredo genetico e dall’interazione con l’ambiente.

Un perfetto angolo di mondo

Le caratteristiche del terreno e la vicinanza del mare la cui brezza accarezza i campi rendono unico il vibonese e Tropea. Le particolari temperature e l’umidità contribuiscono a conferire lo status di unicum a questo prodotto più unico che raro in tutto il suo genere. La semina dela Cipolla Rossa di Tropea ha il via da agosto, direttamente in vivaio, in campo o in contenitori alveolari. Il trapianto si effettua da ottobre a gennaio per la cipolla precoce, a gennaio-marzo per la tardiva. La raccolta avviene all’alba, con la rugiada che bacia gli steli. Una volta avvenuta, le cipolle vengono lascate essiccare per circa sette giorni. Per poter essere intrecciate, è necessario che gli steli abbiano un preciso grado di umidità.

Tradizione e modernità

L’intrecciamento è affidato, ancora oggi, alle mani delle donne con la maggiore esperienza. Essse congiungono “a croce” i gambi delle cipolle. Questa pratica in passato era particolarmente adatta all’esportazione nelle tipiche casse di legno usate per vendere il prodotto oltre Oceano. Il largo utilizzo in cucina ha reso la Cipolla Rossa di Tropea oggetto di imitazioni e contraffazione della denominazione. Ne è conseguita la necessità di tutelare la denominazione geografica e di creare un sistema di certificazione che garantisca allo stesso tempo la tracciabilità delle varie fasi di produzione. Ai più non sarà sfuggito l’effetto che causa lacrimazione durante il taglio. Per evitarla, è bene bere un bicchiere d’acqua prima del taglio oppure lasciare le cipolle per 10 minuti nel congelatore o per un’ora in frigorifero.

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