Cibi di cui probabilmente avete sentito parlare ma che non avete ancora avuto l’occasione di assaggiare.

Alghe, semi, bacche, erbe spontanee e germogli, cibi fermentati: ecco un assaggio di ciò che si racconta in questo bel decalogo dedicato a quei cibi da hashtag #maipiùsenza.

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1. Cibi fermentati

Kimchi, salsa di soia, aceto, aglio nero, tempeh, miso, crauti, tè fermentato kombucha, yogurt, kefir non pastorizzati sono fonte di batteri buoni che si integrano nella flora batterica intestinale, contrastando i putrefattivi. Gli alimenti fermentati possono migliorare l’assorbimento dei nutrienti alimentari, sintetizzano enzimi digestivi, vitamine B e acidi organici utili per l’intestino. Migliorano la resistenza immunitaria e una flora batterica sana favorisce la corretta digestione ed è associata alla modulazione della risposta allergica.

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2. Alghe

Spirulina, kombu, wakame, nori, dulse, hijiki. Fonte alternativa di proteine, minerali come ferro, calcio, potassio, sodio, magnesio e iodio che stimola la tiroide ed il metabolismo; vitamina B12 e pro-vitamina A. Contengono anche sostanze ad azione anticoagulante, emolliente e possono avere effetti lassativi.

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3. Caviar-like

Effetti speciali a tavola che cercano di stupire con le sembianze del lussuoso caviale. Così fragola, melone, pesca, peperone, aceto, tartufo, estratti aromatici e qualsiasi alimento di cui si possa ottenere il succo, grazie alle tecnologie di cucina molecolare e alla sferificazione controllata di alginati in bagno calcico, si trasforma in perle.

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4. Acqua di cocco

Il liquido contenuto nella noce di cocco acerba è ricchissimo di sodio, potassio, magnesio e calcio, utile come rimineralizzante. Studi scientifici ne avvalorano le proprietà ipoglicemizzanti e neuroprotettive.

Da non confondere con il latte di cocco della noce matura, molto più calorico per il contenuto di grassi saturi. Proprio per la ricchezza di elettroliti non può sostituire l’acqua oligominerale naturale indicata per l’alimentazione, ma è utile come integratore salino per chi pratica sport.

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5. Foraging

Le tendenze della cucina nordica affondano le radici nell’attitudine alla raccolta che accompagna l’uomo fin dalla preistoria. La primavera è la stagione delle erbe spontanee e dei germogli: silene, radicchio dell’orso, bruscandoli, senape selvatica, cicorie, biete, spinaci, tarassaco, rucola, borragine, asparagi e mille essenze che la cucina regionale esalta in numerose preparazioni.

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6. Semi e bacche

Ricchi di acidi grassi essenziali, antiossidanti, proteine, minerali, vitamine e fibre. Vanno considerati come integratori alimentari naturali, assunti in piccole quantità, 20-30 g al giorno, sono alimenti molto calorici. Accompagnati da un bel bicchiere d’acqua regalano sazietà e sono ideali come spuntino, oppure possono arricchire salse, insalate, dolci, pane e le portate in genere.

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7. I senza: lattosio e glutine

L’essere umano è l’unico nel mondo animale a non rassegnarsi allo svezzamento e la sintesi dell’enzima ß-galattosidasi – indispensabile per l’idrolisi dello zucchero del latte che viene scisso in monosaccaridi assorbibili – se non indotta dal consumo abituale di latte, può essere deficitaria e causare problematiche intestinali anche a chi non è allergico ed intollerante al lattosio. Premessa che non deve scoraggiare nell’utilizzo di latte animale e latticini ma che apre a tutti la possibilità di assaggiare i latti vegetali. Le bevande di soia, riso, farro, avena e mandorle non contengono colesterolo, ma possono essere addizionate di grassi vegetali ed emulsionanti di cui è bene controllare in etichetta l’origine. Contengono calcio, magnesio e ferro ma anche fibre solubili e acido fitico che ne diminuiscono l’assorbimento intestinale, isoflavoni e ß-glucani che tendono ad abbassare il colesterolo “cattivo”.

Chi è affetto da celiachia o chi non tollera il glutine ricorre spesso a surrogati di pasta e pane, che non sempre riescono a soddisfare i desideri e ad appagare il palato. Riso, mais, grano saraceno, quinoa, amaranto, miglio, patate, castagne sono naturalmente privi di glutine e sono valida fonte di carboidrati per tutti.

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8. Black passion

Pomodori neri, patate viola, barbabietola, carote viola, cavolo rosso, uva nera, mirtilli, more, ciliegie, radicchio, susine e fichi neri contengono preziosi pigmenti: gli antiociani. Antiossidanti che hanno azione anti-età, neutralizzano i radicali liberi, mantengono tonici i vasi sanguigni, aiutano a contrastare ristagni di liquidi, la cellulite, la couperose, proteggono i capillari e prevengono l’alterosclerosi.

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9. Sweet and smoky

Il tabacco che ha un posto riservato nelle carte dei dessert, il bacon che spunta dai brownies o il caramello salato sono evidenze dell’esigenza di amplificare la sensorialità delle papille gustative, che porta l’affumicato a non essere più esclusiva del salato, ma ad incontrare sempre più spesso cioccolato, frutta e discutibili dolcezze.

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10. Flavours obsession

L’esasperazione aromatica che porta alla continua ricerca di essenze con cui impreziosire i piatti e a creare abbinamenti esclusivi trova nell’anandamide – contenuta in particolare nel tartufo nero – un ingrediente chiave. Gli endocannabinoidi, presenti anche nel latte materno, alleviano stress, percezioni dolorose, fame e sono correlati alla fisiopatologia epatica. Attenzione: l’aroma del tartufo può indurre golosa dipendenza.

Fonte: http://www.cucchiaio.it/articolo/10-cibi-da-assaggiare-adesso/

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